Per l’iscrizione all’elenco di tutte le altre stazioni appaltanti e centrali di committenza si doveva procedere alla definizione dei requisiti tecnico organizzativi tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi su proposta del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) e del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), di concerto con il Ministro per la semplificazione della pubblica amministrazione, di intesa con la Conferenza Unificata e sentita l’Anac. Tale decreto non è mai stato adottato a causa del mancato raggiungimento dell’intesa in sede di Conferenza unificata.
Il PNRR si propone di affrontare nuovamente il problema della qualificazione delle stazioni appaltanti. In particolare, è stata inserita nel Piano la riforma della riforma della disciplina dei contratti pubblici, che guarda in particolare alla qualificazione e riduzione del numero delle stazioni appaltanti.
I lavori per l’approvazione della riforma sono già iniziati; è al momento in discussione al senato la legge “Delega al Governo in materia di contratti pubblici” (n. 2330 AS), che prevede, tra gli obiettivi, quello di “ridefinire e rafforzare la disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, con una loro riduzione numerica, anche tramite l’introduzione di incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l’espletamento delle gare pubbliche, e potenziare la qualificazione e la specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti (comma 2, lettera b))” e, tra i criteri di delega, quello di cui all’art. 1, lett. B), ove si prevede la “ridefinizione e rafforzamento della disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, al fine di conseguire la loro riduzione numerica, nonché l’accorpamento e la riorganizzazione delle stesse, anche mediante l’introduzione di incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l’espletamento delle gare pubbliche; potenziamento della qualificazione e della specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti”.
Infine, il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 – Governance del PNRR e semplificazioni – ha già attuato una consistente opera di semplificazione relativa agli appalti finanziati con le risorse del PNRR, con particolare riferimento ai Comuni. Infatti, l’articolo 52 del DL77/2021 prevede che per le procedure afferenti alle opere PNRR e PNC, i comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di forniture, servizi e lavori – oltre che secondo le modalità indicate dall’art. 37, comma 4, del D.L. 32/2019 – anche attraverso le unioni di comuni, le province, le città metropolitane e i comuni capoluoghi di province.